6 novembre 2013

Rassegna anime: Eureka Seven, I sospiri del mio cuore, La collina dei papaveri (e aggiornamenti dal NaNo)

Il NaNoWriMo impazza, fa sparire il tempo libero con la maestria con cui un borseggiatore su un autobus affollato fa sparire i portafogli, si insinua nei pensieri e dirotta i sogni (procurandoti un gran mal di testa al risveglio). Ma vedere le pagine accumularsi a un ritmo che non veniva più raggiunto da anni è una bella sensazione. Limitations foster creativity, dicono, ma anche il buon esempio e una scadenza fanno miracoli.
Nonostante tutto, però, tra una pagina e l'altra della mia storia newweirdqualcosa sono riuscito a infilare la visione del finale di una serie animata che mi ha accompagnato per un po' di tempo, e di due dei pochissimi film dello Studio Ghibli che ancora mi mancavano.

Così ora Totoro non mi divorerà l'anima…

E almeno un breve commento lo meritano tutti e tre, in attesa, magari, di un'analisi più lunga e accurata. Cominciamo?

31 ottobre 2013

Happy NaNoWriMo's Eve!

È giunto il 31 ottobre, e mentre in buona parte del mondo tantissime persone si preparano a indossare i costumi più disparati per celebrare Halloween (o andare a Lucca per il Comics and Games), una sottile atmosfera di orrore e paura avvolge i palinsesti televisivi e le programmazioni dei cinema, e tornano a rivedere la luce alcune delle più agghiaccianti creazioni mai prodotte dalla mente umana…

…tipo questa…

…un manipolo di coraggiosi si preparano ad affrontare quell'insensata, meravigliosa impresa letteraria che va sotto il nome di NaNoWriMo.

20 ottobre 2013

ORFANI: la fine del mondo? No. Ma è solo l'inizio


E. Mammuccari. R. Recchioni, Piccoli spaventati guerrieri, "Orfani", anno I, n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano 2013, pp. 100, 4,50 euro.


"Orfani". Ne hanno parlato tutti. TUTTI. E da molto, molto prima che si affacciasse in edicola. Una campagna, checché se ne pensi, efficacissima. Tanto efficace che persino io, che gli ultimi albi Bonelli che ho comprato erano quelli di "Gea", quando mi sono trovato davanti il primo numero, Piccoli spaventati guerrieri, non sono riuscito a trattenermi dall'acquistarlo. E, dato che Fraulein è rigidamente contraria agli sprechi, le sue amorevoli occhiatacce gelide mi hanno spinto a sussurrare un "magari potrei parlarne un po' anche sull'Osservatorio, no?".

15 ottobre 2013

Le Cronache di Prydain, volume I: Il Libro dei Tre (Progetto Fantasy Classico, prima puntata)

L. Alexander, The Book of Three (The Chronicles of Prydain, vol. I), Henry Holt and Company, New York 2006 (eBook Edition 2011), 224 pp., 7 euro

Eccoci qui a inaugurare il "Progetto Fantasy Classico" (o PFC, per i giovinastri amanti degli acronimi, tipo quelli che vivono sulle Alpi senza conoscere le gioie dell'istruzione e dell'igiene personale),  la già annunciata serie di post dedicati ai libri che sono ricordati come pietre miliari della letteratura fantasy, ma che vengono letti fin troppo raramente. E una buona scusa per mettermi a  leggere alcuni di questi per la prima volta, a dirla tutta!
Per iniziare, niente di meglio di un salto indietro nel tempo fino al 1964, quando una ex-spia statunitense, appassionata di mitologia gallese e rispondente al nome di Lloyd Alexander, diede alle stampe The Book of Three, il primo di una serie di cinque libri (e alcuni racconti) oggi noti come The Chronicles of Prydain, che avrebbero formato generazioni di giovani lettori e ispirato The Black Cauldron (in italiano Taron e la Pentola Magica, 1985), il più spernacchiato dei film Disney.

Nonostante il guest starring di Skeletor dei Masters of the Universe

12 ottobre 2013

Il ritorno e i piani per il futuro (no, davvero, parola di Fraulein!)

Succede che i progetti nascano con le migliori intenzioni, e poi, per un motivo o per l'altro, finiscano per andare in maniera diversa dal previsto. Magari anche per essere accantonati, perché non si è sicuri di cosa farci, di quale direzione dargli. Persino se questo comporta un fuoco di sbarramento di sguardi tanto feroci da frantumare le Alpi da parte della tua deliziosamente arcigna musa ispiratrice.

"Deliziosamente" era un complimento! Davvero! La smetta di guardarmi così, la prego!

E alle volte succede invece che i progetti accantonati tornino ad affacciarsi alla mente quando meno te l'aspetti, a suggerirti che forse ci si può ancora fare qualcosa, trasformarli, o perlomeno coltivarli come un colpevole, superfluo piacere. E così è capitato che Groviglio Prinz abbia riaperto la porta dell'Osservatorio, e...

21 febbraio 2011

Rileggendo: Edith Nesbit

E. Nesbit, Al buio, Sellerio, Palermo 1992, 228 pp., L. 25.000 (prezzo originale, attualmente acquistabile tra i 10 e i 13 euro)

Sì, l’Osservatorio Rottenmeier è rimasto silente per un po’, come è facile notare. Ma questo non vuol dire che i suoi occhi corrucciati abbiano cessato di guardarsi intorno in cerca di qualcosa su cui soffermasi. Semplicemente, niente in questo periodo è riuscito a colpirmi, in positivo o in negativo, abbastanza da spingermi a portarlo alla vostra attenzione. Ma alle volte l’ispirazione si incontra in luoghi inaspettati. In questo caso, si è trattato di una libreria di libri usati, dove, tra tanti volumi orfani, la mia attenzione è stata portata su un libro poco vistoso, dalla copertina in cartoncino ondulato marrone decorata da una piccola illustrazione quadrata piuttosto anonima, raffigurante una ragazza in abiti ottocenteschi intenta a leggere davanti a una finestra. Era ovviamente un volume Sellerio, dall’interessante e vagamente inquietante titolo Al buio. Autrice, Edith Nesbit, un nome che rievocava vaghi ricordi di libri per bambini e di un irritante film moralista tratto da uno dei suoi romanzi, che contava nel cast anche un antipaticissimo folletto dalla faccia pelosa. Ma quello che stavo guardando non era un romanzo per ragazzi, ma una raccolta di storie di “nere”. Storie di fantasmi, anzi. Nella più pura tradizione inglese, verrebbe da dire. Ma mi è bastato andare avanti un po’ nella lettura per avere delle sorprese.

28 novembre 2010

History for Music Lovers (e Music for History Lovers)

Qui all’Osservatorio amiamo la storia con la passione sconsiderata del dilettante entusiasta, e ci piacciono le persone creative. Potete quindi immaginare quanto siamo stati felici che sia stato portato alla nostra attenzione History for Music Lovers, il canale YouTube di una coppia di insegnanti di storia statunitensi, Mrs. B e Mr. H, che hanno adattato una serie di canzoni più o meno famose per trattare i più svariati argomenti della loro materia. Per la maggior parte si tratta di storia europea antica e medievale, ma non mancano escursioni nel tempo e nello spazio (Cina, Egitto, Rinascimento, Rivoluzione Francese…), oltre che in altre materie (letteratura, filosofia…).
Le canzoni sono accompagnate da buoni video (in alcuni casi ottimi) che sfruttano spezzoni di film e documentari e foto di opere d’arte, ed eseguite dalla voce di Mrs. B, che non è un’interprete perfetta ma si dimostra all’altezza del compito, e spesso non esita a indossare parrucche, costumi, corone di cartone e a buttarsi direttamente in scena. La scelta della musica spazia da Siouxsie and the Banshees a Lady Gaga passando per Beatles, Green Day, Billy Idol e Depeche Mode. È interessante notare come cambiare testo e contesto renda tollerabile persino ascoltare Jenny from the Block di Jennifer Lopez.
Tutti i video meritano di essere visti, a parte magari un paio un po’ inconcludenti (quelli sui filosofi greci e Nefertiti, per esempio), ma se dovete scegliere, non perdete assolutamente quello su Enrico VIII e le sue sei mogli (sulla musica di Money, Money, Money degli Abba). Menzione speciale per quello sulla civiltà minoica: riuscire a inserire la parola “talassocrazia” in una canzone dei Radiohead è un’impresa che merita plauso e riconoscimento.