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20 ottobre 2013

ORFANI: la fine del mondo? No. Ma è solo l'inizio


E. Mammuccari. R. Recchioni, Piccoli spaventati guerrieri, "Orfani", anno I, n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano 2013, pp. 100, 4,50 euro.


"Orfani". Ne hanno parlato tutti. TUTTI. E da molto, molto prima che si affacciasse in edicola. Una campagna, checché se ne pensi, efficacissima. Tanto efficace che persino io, che gli ultimi albi Bonelli che ho comprato erano quelli di "Gea", quando mi sono trovato davanti il primo numero, Piccoli spaventati guerrieri, non sono riuscito a trattenermi dall'acquistarlo. E, dato che Fraulein è rigidamente contraria agli sprechi, le sue amorevoli occhiatacce gelide mi hanno spinto a sussurrare un "magari potrei parlarne un po' anche sull'Osservatorio, no?".

20 novembre 2010

Mushishi (Star Comics)

Y. Urushibara, Mushishi, Star Comics, 10 volumi (conclusa), pp. 224, 6 euro

Certe volte le cose cambiano, e non ti rendi conto di come e quando sia successo. Quando, tempo fa, iniziai a leggere manga, la Star Comics era il principale punto di riferimento, la casa editrice dei grandi autori e delle pietre miliari. Quella che pubblicava Katsura, Toriyama, Takahashi, che esplorava nuove strade, proponeva nuovi generi, faceva esperimenti con “Storie di Kappa” o “Young”. Allora i manga erano ancora roba da “adolescenti maschi”. L’idea di pubblicare uno shojo o un seinen in Italia faceva tremare i polsi agli editori. Si poteva rischiare con shonen atipici e romantici come Video Girl Ai, ma erano eccezioni. Ricordo bene gli appelli di Barbara Rossi dei Kappa Boys, che pregava i lettori di Ranma ½ di inviare cartoline in cui dichiaravano di essere disposti ad acquistare shojo, nel caso fossero stati pubblicati (cartoline, sì… è passato più tempo di quanto mi piaccia ricordare).
Oggi il mercato è molto più vario, le proposte si sono moltiplicate, i Kappa Boys hanno una loro casa editrice, gli shojo sono ovunque, la principessa Takahashi ha sprecato anni sull’interminabile e per niente epocale Inuyasha ma almeno la Planet Manga, bontà sua, pubblica Miyazaki e Otomo. E la qualità generale dei manga che arrivano in Italia sembra essere precipitata.
Per fortuna c’è sempre un’eccezione alle regole. E così un giorno scopri che la Star Comics ha pubblicato qualcosa che, ai vecchi tempi, non si sarebbe mai potuta proporre al pubblico italiano.